Viaggiatrice: Sara

Un viaggio insolito in Giappone, dallo Shikoku al Kantō: dalla regione meno conosciuta a quella più visitata

Il viaggio in breve

Tempo: 3 mesi

Priorità:

  • natura
  • cultura locale
  • sentieri meno battuti

Consigli:

  • d’estate fa caldissimo, ma portate sempre qualcosa di caldo per i mezzi pubblici, dove l’aria condizionata è spesso al massimo
  • in Giappone si abusa dei sacchetti di plastica: se volete evitarli, dite al cassiere “kekko des” mentre sta per imbustare ciò che acquistate

Ho iniziato il viaggio dal centro-sud del Giappone, atterrando a Osaka e spostandomi verso l’isola di Shikoku, dove ho trascorso un mese e mezzo.

Il visto turistico prevede massimo 3 mesi: io me li son presi fino all’ultima goccia! Anche per compensare la “Flygskam” (senso di colpa di prendere l’aereo) col tempo di permanenza dall’altra parte del mondo.

Ci sono andata d’estate: un caldo che più caldo non si può, essendo anche un Paese molto umido, ma l’ombra delle foreste, l’acqua fresca dei fiumi e i litri di limonata giapponese “ramune” hanno saputo darmi sollievo e sali minerali. Tra l’altro lo Shikoku è molto famoso per gli agrumi!

Dopo lo Shikoku ho fatto la classica turistella in giro per le maggiori città del Giappone centrale (Hiroshima, Himeji, Kōbe, Kyoto, Nara e dintorni).

Poi ho trovato un host di WWOOF dove mi sono data nuovamente alla natura, ritrovando la mia dimensione nella regione del Chūbu.

Espedienti come Workaway, WWOOF e Couchsurfing mi hanno permesso di risparmiare e godermi i luoghi più a lungo, conoscendo la cultura più profondamente.

Naturalmente ho visitato anche le maggiori città e attrazioni turistiche, concludendo con la capitale, Tokyo. Mi piacerebbe però raccontare i sentieri meno battuti, dove il turista è accolto come una novità. Ecco alcune delle esperienze che ho vissuto…

Da dove vuoi iniziare?

Shikoku

Chūbu