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Area protetta di Bosco Machalilla, Ecuador

By Maggio 18, 2020 Maggio 30th, 2020 No Comments

Viaggiatrice: Rachele

Un viaggio nella megadiversità della costa ecuatoriana tra foreste, spiagge, comunità ancestrali, tanta fauna e curiosità naturalistiche.

Ecuador: paese megadiverso

L’Ecuador è tra i diciassette paesi al mondo ad essere megadiverso, ovvero ha il privilegio di detenere la maggioranza delle specie viventi e pertanto è considerato uno dei paesi più ricchi di biodiversità del pianeta. Per questa sua caratteristica, l’Ecuador presenta un buon numero di aree protette che vanno dalla costa, bagnata dall’Oceano Pacifico, passando per le Ande fino alla sua foresta pluviale. Vi parlerò della visita al parco Machalilla, sulla costa, nei pressi di Puerto López (provincia di Manabí) località famosa per la spiaggia de Los Frailes e l’Isola de Plata (meglio conosciuta come “Le Galápagos dei poveri”). La bellezza di questo parco è nel suo bosco che cambia da umido, semi-umido a secco.

Il Bosco Machalilla

La sua percorrenza può avvenire solo facendo il cammino con una guida (esclusivamente a piedi), che altro non è che una delle persone appartenenti alla comunità di Agua Blanca. La comunità di Agua Blanca si trova nel cuore del parco Machalilla ed è considerata ancestrale.

Cosa significa comunità ancestrale?

Significa che possiede conoscenze della cultura indigena che vengono trasmesse di generazione in generazione e in forma orale. Tali saperi non appartengono al sistema educativo istituzionalizzato e comprendono vari ambiti, come la medicina, l’agricoltura, l’arte, la storia, la silvicoltura e molti altri.
Una volta percorso tutto il bosco, partendo da quello umido, quindi ricco di vegetazione e fangoso, iniziamo a salire verso il bosco secco che presenta, invece, sterpaglia, alberi rinsecchiti ed una notevole quantità di cactus e ceibos. Il ceibo o seibo, è un albero molto comune nelle zone calde del Sud America che si presenta con un tronco tondeggiante e verdognolo che lo rendono unico, anche fuori dal suo periodo di florescenza. I suoi fiori sono infatti rossi, motivo per il quale viene chiamato anche albero di corallo.

Alla fine del cammino, della durata di quattro ore circa, giungiamo ad una laguna di acqua termale, la Laguna de Agua Blanca, salutare per la sua concentrazione di zolfo e rinfrescante dopo la faticosa camminata (nel bosco non sono mancate salite e discese!). Una volta ristorati…ecco che sulla strada ci sono due capanne ben fornite di cibo, così proviamo lo spuntino tipico della zona: il corviche, un gustoso bastoncino panato di pesce e maní.

Il maní è la comunissima arachide, molto utilizzata nei paesi del Sud America, tanto che vi è una tipologia ancor più antica chiamata Sacha Inchi o maní del inca che per secoli è stata coltivata dagli indigeni peruviani ed ora, grazie alla scoperta delle proprietà del suo olio, prende piede la sua produzione anche in Ecuador.

A questo punto, non ci resta che fare una passeggiata sulla spiaggia protetta de Los Frailes, luogo in cui non ci si può soffermare né per mangiare, né tantomeno al di fuori di un certo orario per preservare la sua bellezza. Los Frailes vantano, infatti, di una lunghissima spiaggia di sabbia bianca, poca gente, tanto da potersi godere appieno il rumore delle onde.

Isola de Plata: Galápagos “dei poveri”

Il secondo giorno, il più atteso, visitiamo l’Isola de Plata, zona anch’essa protetta che presenta una fauna piuttosto varia: i piqueros patas azules (i padroni indiscussi dell’isola), le fragatas, tartarughe marine, pesci colorati e mante. Il motivo per cui viene chiamata Isla de Plata è legata al periodo della colonizzazione, infatti si supponeva che l’inglese Sir Francis Drake nascondesse lì il tesoro rubato agli spagnoli; “plata”, inoltre, significa letteralmente argento, ma in tutto il Sud America viene utilizzato in riferimento al denaro. L’escursione prevede, in particolare nei mesi che vanno da giugno a settembre, l’osservazione delle balene che, dalle zone artiche giungono alle calde acque del Pacifico per riprodursi. L’avvistamento delle balene è emozionante e sorprendente anche se a distanza. É fondamentale che la barca non si avvicini troppo al cetaceo, in prima istanza per non invadere il suo spazio e poi per non perdere il suo fantastico salto. Quel momento è indescrivibile, crea attesa ed emozione, ci fermiamo tutti per quell’attimo e dopo il ritorno in acqua sospiriamo in coro.

Terminato il momento magico, proseguiamo verso l’isola che comincia ad apparire poco a poco all’orizzonte. Una volta arrivati sulla costa camminiamo fino al punto più alto dell’isola e percorrendola ci rendiamo conto che sì, i piqueros patas azules sono i padroni del luogo. Sono dovunque e non hanno paura di noi: camminiamo loro a fianco, mentre covano le uova, mentre accudiscono i loro piccoli, mentre sono sui rami a scambiarsi beccate o baci. Ovviamente abbiamo l’assoluto divieto di avvicinarci troppo, ma a loro non sembra procurare alcun fastidio il nostro passaggio. Da questo si deduce come l’equilibrio creato tra ambiente e uomo sia perfetto. Un’altra regola importante è che sull’isola non può entrare più di un gruppo alla volta, ovvero non più di una decina di persone che, a sua volta, viene diviso in due gruppi per visitare alternativamente due zone diverse dell’isola. Un’altra specie bizzarra, al contempo meravigliosa, che si aggira nella zona protetta è la fragata, un uccello molto comune delle zone costiere, ma che raramente riesci a vedere da vicino, se non su quest’isola. Si può ammirare il loro manto nero intenso e la pappagorgia rossa che si gonfia nel momento del corteggiamento.

Manabí: famosa per il suo palo santo

La regione di Manabí è inoltre nota per il suo palo santo (Bursera graveolens), il quale è ritenuto tra gli incensi più pregiati al mondo perché ricavato da alberi morti naturalmente che devono essere stati al suolo per almeno 4 anni. È proprio qui nella Isla de Plata che ne troviamo uno piccoletto dalla resina profumatissima. La produzione del suo olio essenziale è molto rinomata, ma purtroppo ancora poco diffusa nel resto del paese. Molto più comune, invece, è la vendita e l’utilizzo dei suoi coni e trucioli per farne incenso e fumigazioni.

Una volta terminata la visita dell’isola, giunge il momento dello snorkeling al largo. L’acqua è di un azzurro intenso dovuto anche alla presenza della sua barriera corallina, è soprattutto fredda, ma ciò non ci scoraggia… siamo talmente fortunati che sbuca il sole proprio in quel momento! Dovete sapere che il cielo sud americano non sempre è limpido. Nuotiamo con tartarughe marine, mante e pesciolini colorati, con molta attenzione si può ascoltare il verso delle balene, qualcosa di magico e calmante. Dall’entrata in acqua rabbrividendo, non vogliamo più uscire e sfruttiamo fino all’ultimo il tempo concessoci. Di ritorno a Puerto López osserviamo qualche altra balena fare il suo balletto d’amore ed esausti, ma felici, tocchiamo terra.

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